Stefano began his photographic research in the early 1990s, developing a practice conceived as a “free production of images […] the labyrinth of the psyche and its darkest corners” (Maurizio De Bonis). His work unfolds as an introspective investigation in which photography becomes a tool for exploring identity, memory, and the liminal zones of human experience.
In 2006, his project Visual Thresholds was awarded first prize at the international photography festival in Solighetto (TV), marking a turning point in his career and initiating a significant editorial presence in Italian and international specialized magazines, including Gente di Fotografia, Il Fotografo, and AG Magazine (UK).
His works have been presented in major exhibition contexts, including The 10 Best Photographic Projects of 2006 at the Centro Italiano della Fotografia d’Autore in Bibbiena (AR), as well as at the Fotoleggendo Festival in Rome and the Toscana Photo Festival.
In the following years, he was invited to several Russian cities, including Moscow and Saint Petersburg, where he conducted workshops and held solo and group exhibitions. His work has attracted critical attention from numerous Italian scholars and critics.
In 2025, he received first prize at the Budapest International Foto Awards, Analog/Film category, with the project Intimate Portraits.
Alongside his authorial research, Stefano explores historical photographic printing processes such as cyanotype and kallitype, strengthening an intimate and conscious relationship with the photographic medium. Since 2007, he has been the director of the photography school “Bottega Immagine” in Milan, a space dedicated to the transmission and exchange between practice, theory, and visual research.
Stefano avvia la propria ricerca fotografica all’inizio degli anni Novanta, orientandosi verso una pratica intesa come “produzione libera di immagini […] il labirinto della psiche e dei suoi angoli più oscuri” (Maurizio De Bonis). Il suo lavoro si sviluppa come indagine introspettiva, in cui la fotografia diventa strumento di esplorazione dell’identità, della memoria e delle zone liminali dell’esperienza umana.
Nel 2006 il progetto Visual Thresholds ottiene il primo premio al festival internazionale di fotografia di Solighetto (TV), segnando un momento di svolta nel suo percorso e dando avvio a una significativa diffusione editoriale su riviste specializzate italiane e internazionali, tra cui Gente di Fotografia, Il Fotografo e AG Magazine (UK).
I suoi lavori vengono presentati in contesti espositivi di rilievo, tra cui “I 10 migliori progetti fotografici del 2006” al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), oltre ai festival Fotoleggendo di Roma e Toscana Photo Festival.
Negli anni successivi è invitato in diverse città russe, tra cui Mosca e San Pietroburgo, dove tiene workshop e realizza mostre personali e collettive. Il suo lavoro è oggetto di attenzione critica da parte di numerosi studiosi e critici italiani.
Nel 2025 riceve il primo premio al Budapest International Foto Awards, categoria Analog/Film, con il progetto Intimate Portraits.
Parallelamente alla ricerca autoriale, Stefano approfondisce l’uso dei processi antichi di stampa, come cianotipia e kallitipia, consolidando un rapporto intimo e consapevole con il medium fotografico. Dal 2007 è direttore della scuola di fotografia “Bottega Immagine” di Milano, luogo di trasmissione e confronto tra pratica, teoria e ricerca visiva.